Un Canto di Natale o un Canto per Natale?

Il Natale è inflazionato, non c’è dubbio! Adesso ci sono addirittura i cartelli di “stop”agli addobbi natalizi troppo precoci per chi proprio non ne può più…  
Forse anche nei nostri cuori il Natale rischia di svalutarsi?  
La risposta è sì.  
Sì, almeno per molte persone, sì per migliaia di buone ragioni: gli auguri da chi non si fa mai sentire, generose elargizioni di “anche a te e famiglia” che le dieci piaghe d’Egitto non potevano esser tanto peggio. 
Il Natale, perché no? 
No perché ogni anno stiliamo l’elenco dei buoni propositi e poi non li manteniamo, perché siamo campioni olimpionici di procrastinazione sincronizzata. 
Il Natale, perché Sì? 
Sì per loro, per i Bambini che sono puri se non li contaminiamo con troppa precoce digitalizzazione cellulare, se gli facciamo vivere la loro età come abbiamo fatto noi da piccoli, la loro infanzia con tutte le sue fasi da RISPETTARE pazientemente. 
Senza pretese e senza innescare competizioni al più veloce apprendimento. Perché devono sapere l’inglese già a due anni?! 
Ecco, se eliminiamo tutte queste cose dal mondo dei bambini, proprio perché non sono parte del loro mondo per natura, allora Loro, i bambini, l’Oro della nostra società, rimarranno limpidi e ci aiuteranno a SENTIRE il Natale con il cuore aperto, liberando il lato tenero dell’Ebenezer Scrooge (il personaggio di Christmas Carol), che c’è in ognuno di noi. 
Diventiamo più consapevoli e impariamo a guardare, a sentire il Natale con il cuore dei bambini, con la loro meraviglia!! 
Possiamo ancora stupirci guardando i loro occhi brillare di fronte all’albero addobbato, alla calza lasciata appesa perché sia riempita, al presepe per chi lo ama, con tutti i personaggi e il paesaggio magari fatto a mano con la carta colorata, un po’di muschio preso da una roccia.. 
Ogni anno è un anno nuovo, un anno diverso, proviamo a pensare a tutte le cose belle che ci sono successe, invece di pensare alle disgrazie. 
Proviamo ad imparare dagli errori. 
Perché noi, ai bambini, insegniamo ancora che dagli errori devono imparare a non farlo più la prossima volta, o a “sbagliare meno”.  
I primi a crederci dobbiamo essere noi, non per idealizzare le cose, no di certo, ma per allevare dei ricordi di gioia nei loro cuori.  
Ricordate (per chilo ha visto), quando Gioia non vuole che Tristezza tocchi i ricordi felici di Riley? 
Ecco, Gioia che sicuramente è una grande idealista, vuole che i ricordi della bambina siano tutti completamente gialli, cioè felici, e che non diventino blu come tristezza.. 
Alla fine però Gioia capirà che anche Tristezza, ha il suo ruolo importante nelle emozioni della bambina e che insieme andranno a “bilanciarsi”, in un certo senso. 
Ma per l’età della consapevolezza c’è tempo. A Natale insistiamo a coltivare la semplicità di un’emozione felice per i nostri bambini, a partire da Noi.

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