Allarmi auto e dispositivi di protezione per bambini

 

Allarmi auto e dispositivi di protezione per bambini

La tecnologia salva la Perfezione

Negli Stati Uniti sono 711 i bambini morti dentro l’abitacolo dell’auto di famiglia. Per ipertermia, arresto cardiaco, asfissia. Una media di 37 l’anno. Uno ogni 10 giorni, dal 1998 a oggi.

Europa: In Francia, la Commissione per la sicurezza dei consumatori ha riportato 24 casi tra il 2007 e il 2009. Ricostruendo gli episodi dalla cronaca se ne trovano tre più recenti: a Montpellier nel maggio 2014, a Dieppe (giugno 2015), e a Saint-Jerome ad agosto 2016.

Italia: L’1 giugno 2015, a 17 mesi è morta Gioia; una bimba di 17 mesi è deceduta all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze dopo esser stata dimenticata in auto dalla mamma; il piccolo Luca Albanese, di 2 anni, è stato dimenticato, il 4 giugno 2013, in auto dal padre sotto il sole per 8 ore; il 18 maggio 2011 a Teramo è morta Elena Petrizzi, di 22 mesi; Jacopo, un bambino di 11 mesi, è stato lasciato per 3 ore da solo in auto a Passignano sul Trasimeno, vicino Perugia, il 27 maggio 2011.

“Nessuno dei genitori aveva disturbi mentali al momento del fatto. Non si tratta di persone affette da patologie – conferma Massimo Agnoletti, psicologo -, è una cosa che può succedere a potenzialmente chiunque. La situazione drammatica risulta molto spesso dalla combinazione di più fattori che causano la fatale distrazione: stanchezza, mancanza di sonno, piccole variazioni nella routine quotidiana.”
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Chi dimentica un figlio, a parte rari casi di ludopatia, in cui il tutore decide volontariamente di abbandonare il bambino, chi dimentica è sano di mente. Un genitore come tutti i genitori, una madre come tutte le madri, un uomo come tutti gli altri. E quale madre, quale padre non ama un figlio?

“Una figlia. Uno sbalordimento. Una perfezione. La cosa più nuova al mondo. Così piccola. Così piena di segreti. E ogni giorno porta nuove meraviglie: poiché ogni sorriso, ogni gesto è un incanto, ogni cosa è inattesa. Il suo volto si illumina quando tu…proprio tu, entri nella sua visuale. Le tue canzoni la deliziano, solo tu sei quella che la fa addormentare a carezze, allontanare le sue paure, portarla dalle lacrime al riso. E’ così bella, così divertente, così vivace, così decisa. E ti ama con tutto il suo cuore. Chi ha avuto una figlia così cara, non ha fallito nella vita.”
(Pam Brown)
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Quando la tragedia avviene, come fa il tutore a vivere nella consapevolezza di aver causato lo spegnersi della cosa più nuova e straordinaria al mondo?
Avrei fatto qualunque cosa per essere io al suo posto. Come faccio a dirlo a Jarrett, mio marito, pensavo, come faccio a dirgli che ho ucciso nostro figlio? – dice Lyn, madre di Bryce
Spesso a morire sono in due: chi dimentica e chi abbandona precocemente la vita per un errore fatale.

Come prevenire?

Il sensore italiano
Un dispositivo: REMMY è un sensore firmato da due papà italiani che si applica a qualsiasi seggiolino e che si alimenta tramite l’accendisigari. Se il conducente spegne il motore lasciando il bimbo sul seggiolino parte un allarme sonoro che segnala la presenza del piccolo nell’abitacolo, basandosi sul peso invariato (il costo è di 60 euro). Concetto del tutto simile a quello che caratterizza il “salva bebè” ideato dal ricercatore Fioravante Tiveron, composto da due sensori, uno da collegare al seggiolino, l’altro da lasciare sul sedile del guidatore: se l’adulto si alza dal sedile senza recuperare il bambino, scatta un allarme luminoso e sonoro che ne segnala la presenza.
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Sono state ideate app, portachiavi intelligenti, seggiolini che allarmano.
La tecnologia salva la Perfezione, la cosa più bella al mondo, la nascita, un figlio.

http://www.lastampa.it/2017/06/09/motori/tecnologia/bambini-dimenticati-in-macchina-accorgimenti-e-tecnologia-per-evitare-la-tragedia-4fwcSitC3b6jnl4eU1BEXP/pagina.html

 

 

 

 

 

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